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Gen 13

Un serial killer, o tanti serial killer? Varie tipologie di omicidi seriali a confronto.

Il concetto di assassino seriale non è tra più semplici da definire. I non “addetti ai lavori” definiscono un serial killer come una persona che ha ucciso più di una vittima, ma tale definizione è quantomeno incompleta, anche perché il serial killer non è l’unico ad aver tolto la vita a più individui, ma rientra nella più grande categoria di coloro che hanno commesso omicidi multipli.

Serial Killer

La prima classificazione dell’FBI

Questa categoria, creata dagli agenti speciali del Dipartimento di Scienze Comportamentali dell’FBI nel 1979, infatti, distingue tra:

Mass Murderer (“assassino di massa”): colui che uccide almeno quattro vittime nello stesso luogo e nello stesso evento. Solitamente l’assassino sceglie le sue vittime in maniera casuale;

Spree Killer (“assassino compulsivo”): colui che uccide due o più persone in un arco di tempo breve, ma in luoghi diversi. Anche in questo caso l’assassino non conosce le vittime e le uccide in maniera casuale;

Serial Killer (“assassino seriale”): colui che uccide tre o più vittime in luoghi diversi, con un intervallo di raffreddamento emozionale (in inglese cooling-off period).

Quella dell’FBI è stata in assoluto la prima definizione di serial killer, anche se ancora non completa. Infatti, in tale definizione non viene specificata la durata del periodo di raffreddamento emozionale dell’assassino. Anche il criterio numerico delle vittime fa nascere qualche perplessità: vi sono alcuni individui che hanno ucciso meno di tre persone, ma solo perché sono stati catturati prima: bisogna considerarli o no serial killer?

A queste tre figure di omicidi multipli bisogna aggiungerne una quarta, evidenziata da successivi studi internazionali e definita in particolar modo da De Luca (2001), ovvero l’Assassino seriale/di massa, il quale compie più volte l’azione omicidiaria, scegliendo a volte vittime singole, a volte più persone. Quest’ultima figura si distingue dall’assassino di massa perché quest’ultimo sfoga la sua furia omicida in un’unica occasione, e infatti, solitamente, dopo quell’unico episodio si suicida o si lascia catturare.

Altri studiosi hanno dato le proprie definizioni di serial killer, concentrandosi su diversi aspetti del fenomeno. Per esempio Ressler, Burgess e Douglas (1988), agenti speciali dell’FBI, effettuarono una prima distinzione riguardante il comportamento degli assassini seriali. Secondo loro esistevano due tipi di serial killer: il serial killer organizzato, che pianifica con cura i propri delitti e sceglie accuratamente la propria vittima, che deve avere un legame simbolico con lui, e il serial killer disorganizzato, che manca dell’elemento di pianificazione, scegliendo a caso le proprie vittime.

La classificazione italiana

In Italia Mastronardi e Palermo (1995) proposero 5 diverse tipologie di serial killer:

a) Serial Killer “Visionario”: è un assassino con gravi patologie psichiatriche alla base che ha allucinazioni visive ed uditive, e uccide perché gli viene ordinato da tali voci.

serial_killer_visionario
b) Serial Killer “Missionario”: è convinto di dover eliminare la ‘feccia’ della società, in quanto è stato investito da un compito di natura divina. Di solito si concentra su determinate categorie di potenziali vittime: omosessuali, prostitute, barboni, spacciatori di droga. Di solito non soffre di psicosi, anche se potrebbe avere tratti di personalità paranoide. Non prova rimorso per le sue azioni perché ritiene di agire per il benessere della comunità.

serial_killer_missionario

c) Serial Killer “Edonista”: uccide perché prova un intenso piacere nel farlo, durante l’omicidio percepisce una sorta di ‘orgasmo emotivo’.

serial_killer_edonista

d) Serial Killer del “Controllo del Potere”: uccide e tortura la vittima per poter esercitare un assoluto controllo e potere su di essa, come una divinità. Può utilizzare il sesso non per fini erotici, ma come mezzo per mantenere l’onnipotenza sulla persona.

serial_killer_controllo del potere

e) Serial Killer “Lussurioso”: cerca nella vittima un soddisfacimento sessuale, solitamente a causa di scompensi ormonali che gli provocano un’iperstimolazione organico-sessuale. Uccide per soddisfare le sue fantasie e le sue perversioni sessuali.

serial_killer_lussurioso

Resta tuttora una classificazione molto valida, anche se al giorno d’oggi si è visto che molte categorie tendono ad accavallarsi. In particolare le categorie “visionario” e “missionario” hanno elementi in comune, e nella pratica tendono ad unirsi.

Una delle più nuove tipologie di classificazione dell’omicidio seriale è stata proposta da De Luca e Mastronardi (2005). I due autori, dopo un’attenta analisi dei casi di omicidi multipli, hanno suddiviso i serial killer in due macrocategorie:

1. Assassino Seriale Classico: cattura le proprie vittime e le uccide, agendo o meno violenza sessuale su di esse. Ha bisogno di un contatto diretto con la vittima, può asportare feticci o trofei dal cadavere, e uccide per soddisfare un bisogno psicologico personale.

2. Assassino Seriale Atipico: colui che non rientra nella categoria precedente. Si tratta di persone che uccidono perché membri della criminalità organizzata, per esempio, o perché terroristi. Entrano nella categoria anche quei criminali che usano armi non convenzionali.

Negli articoli che verranno pubblicati prossimamente esamineremo quali sono le caratteristiche psicologiche in comune tra i serial killer, e quali elementi sono stati identificati come fattori di rischio per divenirne uno.

 

About Manuela Altieri
Laureata in Psicologia Applicata ai Contesti Istituzionali, è esperta in psicodiagnosi generale ed evolutiva. Tra i suoi interessi, gli adattamenti e le tarature dei test psicologici, la cross-culturalità e i rapporti uomo/animale.

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Manuela Altieri

Laureata in Psicologia Applicata ai Contesti Istituzionali, è esperta in psicodiagnosi generale ed evolutiva. Tra i suoi interessi, gli adattamenti e le tarature dei test psicologici, la cross-culturalità e i rapporti uomo/animale.

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  1. Il ruolo delle fantasie e della pornografia nel serial killer » Psicoteca.it

    […] Abbiamo già avuto modo di parlare dei serial killer: si tratta di criminali che hanno compiuto più di tre omicidi in momenti diversi, con un periodo di raffreddamento emozionale tra un omicidio ed un altro. In quest’articolo ci concentreremo sulle fantasie dei serial killer. […]

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