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Gen 20

Psicopatologie dal mondo: La sindrome di Dhat (India)

Come abbiamo visto nel primo articolo dedicato alle sindromi culturalmente connotate (se lo hai perso, clicca qui!), esistono alcune psicopatologie che fanno parte di un Paese specifico, innestandosi fortemente sulla cultura del luogo. Oggi vediamo cos’è la sindrome di Dhat, presente anche nell’ultimo Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali [DSM-5, 2013].

 

La sindrome di Dhat (Dhat syndrome)

 

La storia “scientifica” della sindrome di Dhat inzia nel 1960, quando il dottor Wig, in una pubblicazione andata in stampa sulla versione indiana del “Journal of Clinical and Social Psychiatry“, nominò per la prima volta questa psicopatologia, dandole appunto il nome di “Dhat syndrome”.

 

IndiaSi tratta di una sindrome presente soprattutto in India, ma anche nello Sri Lanka, Nepal, Pakistan e Bangladesh. I soggetti colpiti sono uomini giovani appartenenti a contesti socioeconomici bassi che lamentano varie sintomatologie (debolezza, impotenza, vari disturbi somatici, depressione, insonnia).

 

Per i pazienti la causa dei loro malesseri è attribuita alla perdita di liquido seminale nell’urina, nella polluzione notturna (la perdita involontaria e fisiologica di liquido seminale durante la notte) o nella masturbazione. In questo senso, la sindrome è una sorta di spiegazione culturale che i pazienti danno ai loro disturbi. Questa preoccupazione scatena sintomi di estrema ansia e ruminazione ossessiva nonostante alla visita medica si accerti l’assenza di disfunzioni fisiologiche. Alcuni dei pazienti riferiscono di notare delle perdite bianche provenienti dal pene: in questo caso, potrebbe esserci una interpretazione errata delle perdite, che non sarebbero liquido seminale, ma un sintomo dell’infezione da Clamidia.

 

La sindrome di Dhat è uno degli esempi più lampanti di come una credenza culturale possa addirittura fornire il terreno per alcune patologie psicologiche/psichiatriche. Alla base della sindrome di Dhat, infatti, vi è la concezione induista del seme come un importantissimo fluido vitale.

 

Il termine Dhat proviene dal sanscrito Dhatus, che significa “elisir costituente del corpo”.

 

medicina ayurvedica indianaSecondo una vecchia credenza indu, servono 40 gocce di sangue per creare una goccia di midollo osseo, e 40 gocce di midollo osseo per creare una goccia di liquido seminale. Vista dalla prospettiva induista, quindi, il liquido seminale è un fluido che va preservato, e sarebbe gravissimo perderlo perché, in questo modo, il fluido vitale andrebbe via dal proprio corpo, creando una debolezza estrema e perdendo l’essenza della virilità nel giovane. Si tratta di una patologia che affonda le radici nella medicina ayurvedica. Nel Charak Samhita, il più antico trattato sulla medicina ayurvedica (900/650 avanti Cristo), vi è un disturbo chiamato “Shukrameha”, in cui il paziente perde liquido seminale tramite le urine. Una malattia praticamente uguale alla sindrome di Dhat.

 

Attualmente la sindrome viene curata con ansiolitici e/o antidepressivi, e utilizzando la terapia cognitivo comportamentale.

 

Avevi mai sentito parlare di questa sindrome? Che ne pensi?

About Manuela Altieri
Laureata in Psicologia Applicata ai Contesti Istituzionali, è esperta in psicodiagnosi generale ed evolutiva. Tra i suoi interessi, gli adattamenti e le tarature dei test psicologici, la cross-culturalità e i rapporti uomo/animale.

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Manuela Altieri

Laureata in Psicologia Applicata ai Contesti Istituzionali, è esperta in psicodiagnosi generale ed evolutiva. Tra i suoi interessi, gli adattamenti e le tarature dei test psicologici, la cross-culturalità e i rapporti uomo/animale.

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