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Mar 23

Il potere della mano destra: la lateralizzazione cerebrale e il modo in cui vediamo il mondo

mancinoLe persone che utilizzano la mano sinistra per scrivere o compiere attività manuali fanno parte del 10% della popolazione mondiale. Il mancinismo ha una componente genetica e la causa di questa diversità rispetto ai destrimani è dato dal processo di lateralizzazione del cervello: nei destri è l’emisfero sinistro a predominare, mentre nei mancini è quello destro.Vivere in un mondo di destri può comportare diverse sfide, o nel migliore dei casi, seccature: qualunque mancino può raccontare delle sue difficoltà con l’utilizzo delle forbici (costruire per i destri), o dei contorsionismi per poter scrivere sulle sedie per conferenze, quelle con il piano scrittura ribaltabile posto a destra.
Finiscono qui le influenze del mondo dei destri? Secondo Daniel Casasanto, uno psicologo dell’Università di Chicago, no. Il dottor Casasanto ritiene che il mondo possieda un bias cognitivo (cioè, una preferenza) verso la destra. Per esempio, i politici tendono ad effettuare gesti negativi con la loro mano non dominante, e i genitori tendono a preferire nomi che si possono scrivere con le lettere poste sulla destra della tastiera. 

Proponiamo un’intervista fatta al Dottor Casasanto da Natalie Jacewicz, dopo il meeting dell’American Association for the Advancement of Science, a Washington D.C.

 

Natalie Jacewicz: Cosa determina l’utilizzo prevalente della mano destra o della sinistra?

Daniel Casasanto: Ciò che determina la preferenza manuale è ancora un mistero. C’è un’importante componente genetica. Ma nei gemelli identici, se uno è mancino, l’altro è mancino solo nel 70% delle volte. Quindi è probabile che ci sia anche una componente esperenziale piuttosto significativa.

 

 

Jacewicz: Come hai cominciato a studiare i bias legati all’utilizzo della mano destra e sinistra?

Casasanto: Cerco di rispondere alle domande riguardanti il linguaggio e la cognizione. Nel linguaggio c’è una relazione tra lo spazio e i concetti astratti che non sono di per sé spaziali. Per esempio, parliamo di cose positive e negative utilizzando i termini “su” e “giù”. Il morale può essere “in alto” o “a terra”. Parliamo delle cose anche con un continuum orizzontale. Nella nostra cultura – e anche in molte altre – abbiamo espressioni per attributi positivi come “la risposta giusta” (NdT. in inglese “giusto” si traduce con “right”, che significa anche “destro”), o un uomo può essere definito come “braccio destro”, ed espressioni che per cose che sono cattive o fatte male, come “giocare un tiro mancino”. Questa dicotomia sinistra-destra è ancora più rigida in alcune culture. Ad esempio in Ghana non è permesso indicare con la mano sinistra, perchè la mano sinistra è riservata a cose sporche. In alcune culture islamiche viene insegnato ad usare il piede destro per entrare nella moschea e il piede sinistro per entrare nel bagno.

La maggioranza di noi è destrimane. Gli psicologi sociali ci hanno mostrato che esiste un legame tra la fluenza (la destrezza, l’agilità motoria) e la bontà percepita. Viviamo interagendo più fluentemente sulla destra con la nostra mano dominante… se le persone concettualizzano le cose positive e negative su un continuum sinistra-destra nel modo in cui suggerisce il linguaggio e la cultura, tutti dovrebbero pensare che “destro” significhi “buono”. Oppure, se abbiamo una metafora mentale basata sulle asimmetrie nel modo in cui usiamo le nostre mani, allora i destri dovrebbero pensare che “destro” significa “buono”, ma i mancini dovrebbero pensare che “sinistro” è “buono – nonostante tutto quello che gli dice la lingua e la cultura.

 

 

Jacewicz: Hai svolto una serie di studi sulla preferenza manuale e il bias. Puoi illustrarcene qualcuno?


Casasanto
: Siamo partiti, molto semplicemente, con un questionario, dove le persone vedevano delle coppie di alieni – uno sul lato sinistro e l’altro sul lato destro della pagina – e gli chiedevamo quale alieno della coppia sembrava più onesto, o meno intelligente, o più attraente. In media i destri attribuivano più qualità positive alle creature aliene che gli capitava di vedere sulla destra, mentre i mancini preferivano le creature che vedevano a sinistra.

Volevamo sapere se si potesse osservare questo tipo di pattern “in natura”. Uno dei metodi con i quali ci siamo cimentati era l’analisi dei gesti e dei discorsi spontanei. Abbiamo trovato un ampio corpus, meraviglioso, già trascritto, di discorsi e gesti sul web nei dibattiti per la corsa alla presidenza. E’ capitato, nel 2004 e nel 2008, che i candidati alle elezioni presidenziali [NdT: si riferisce alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti] fossero due destrimani e due mancini, uno per ogni partito.

I candidati alle elezioni presidenziali U.S.A. del 2004 e 2008. Due sono mancini e due destri, ugualmente distribuiti tra democratici e repubblicani.

I candidati alle elezioni presidenziali U.S.A. del 2004 e 2008. Due sono mancini e due destri, ugualmente distribuiti tra democratici e repubblicani.

 

Era perfetto. Obama è mancino, e McCain è mancino. Ma Kerry è destro, e lo è anche Bush. Abbiamo suddiviso tutti i loro discorsi in frasi, e poi abbiamo valutato se ogni frase esprimesse un’idea positiva o negativa, se potevamo farlo. Poi abbiamo osservato tutti i loro gesti con le mani, e abbiamo trascritto se era un gesto eseguito con la mano destra o con la mano sinistra. In generale, tutti gesticolavano di più con la loro mano dominante, ma i destrimani tendevano a gesticolare di più con la loro mano destra nel pronunciare frasi positive, i mancini lo facevano invece con la mano sinistra.

 

 

Jacewicz: Avete anche osservato il modo in cui la tastiera QWERTY influenza la nostra preferenza per le parole. Parlami di questo.

Casasanto: Ci siamo chiesti se l’atto di digitare le parole possa velatamente modificare il loro significato. Ed è questo che i dati suggeriscono: in diverse lingue abbiamo scoperto che le parole con più lettere disposte sulla destra della tastiera sono valutate, in media, in maniera più positiva, e le parole con più lettere disposte a sinistra della tastiera in maniera più negativa. Sembra perfino che la tastiera stia esercitando un’influenza inconscia sul come diamo il nome ai nostri figli. Dal 1990 – l’inizio dell’era in cui i computer con tastiera QWERTY si sono diffusi nelle nostre case – la popolarità dei nomi con lettere a destra della tastiera si è impennata.

 

 

Jacewicz: Mi dici qualcosa sui tuoi recenti esperimenti sulla preferenza manuale e la motivazione?

Casasanto: La motivazione è un altro aspetto dell’emozione – quanto sei motivato per approcciarti o ritirarti da situazioni sociali simili? Nel fare questo lavoro sulla preferenza manuale, abbiamo trovato questa costante: sembrava che le persone usassero le mani in modo diverso per azioni che richiedevano una motivazione diversa. Supponiamo che metta una palla da tennis sul tavolo e ti chieda di raccoglierla. Quale mano è più probabile che utilizzi?

Jacewicz: Userei la mano destra.

Casasanto: La destra. La tua mano dominante. Supponiamo che io ti chieda di lanciarmi quella palla da tennis.

Jacewicz: Sempre la mano destra.

Casasanto: Ma se improvvisamente ti lanciassi la palla da tennis in faccia, molto probabilmente ti difenderesti utilizzando la mano sinistra.

Jacewicz: Uhm. Non saprei dirti, ma ti credo.

Casasanto: E’ stato provato in laboratorio da uno psicologo chiamato Stanley Coren [nell’University of British Columbia a Vancouver]. Il tutto può essere sintetizzato con l’esempio delle persone che usavano spade e scudi nel passato.

hhhh

I soldati si difendevano con lo scudo con la mano non dominante; la spada era brandita con quella dominante.

I soldati brandivano le spade con la mano dominante e con essa effettuavano azioni di approccio – come pugnalare il nemico – e impugnavano lo scudo con la mano non dominante per respingere l’attacco. Ti serve la mano dominante per le azioni che richiedono più destrezza. E metti a rischio la mano che usi di meno per metterla al servizio della difesa.

Il motivo per cui questo schema sull’uso delle mani era interessante è che un’ampia letteratura sulla motivazione cerebrale aveva suggerito che l’emisfero sinistro fosse specializzato nella motivazione all’azione, e l’emisfero destro nella motivazione ad evitare un qualcosa. Ovviamente, questi studi sono stati svolti quasi esclusivamente con i destrimani. I neuroscienziati escludevano regolarmente i mancini, pensando che “sporcassero” i risultati. Ma forse i mancini, che usano la mano sinistra per reggere la spada, hanno l’emisfero destro che controlla la loro motivazione.

 

 

Jacewicz: E tu l’hai sperimentato. Come hai fatto?

Casasanto: Abbiamo fatto venire le persone nel laboratorio e gli abbiamo messo un cappuccio in testa per la misurazione elettroencefalografica. Gli occhi erano chiusi. Non si muovevano, non leggevano o rispondevano. Abbiamo correlato il quantitativo di attività neurale in un emisfero con quella dell’altro con la misura di quanto quelle persone avessero una motivazione all’azione come tratto di personalità.

Osservando i risultati ottenuti dalle 10 paia di elettrodi abbiamo trovato che la relazione tra attività neurale e motivazione all’azione va in una direzione per i destrimani e nell’altro verso per i mancini. In quelli che usano la mano destra, più sei motivato all’azione, più hai attività neurale nell’emisfero sinistro durante il riposo. Nei mancini, più sei un individuo motivato all’azione, più è attivato l’emisfero destro.

 

 

Jacewicz: Hai detto che ciò ha delle implicazioni sul come curiamo i problemi mentali. Come mai?

Casanto: Sulla base di questo modello dell’emisfero sinistro sono stati sviluppati interventi clinici dove le persone utilizzano campi magnetici o elettricità per modificare l’equilibrio dell’attività neurale e spostarla nell’emisfero appropriato. I trattamenti clinici per la maggior parte dei disturbi mentali – come il disturbo depressivo maggiore e i disturbi di ansia – devono essere confezionati su misura per le persone. Se pazienti destrimani ricevessero una di queste terapie, aumentando l’attività neurale nell’emisfero sinistro, è probabile che ne beneficerebbero. Ma se i mancini si sottoponessero alla stessa terapia, potrebbe essere dannoso. Sarebbe l’opposto di cui avrebbero bisogno. Ma si può semplicemente “rovesciare” la terapia e trattare i mancini in maniera appropriata rispetto alla loro organizzazione neurale.

 

 

Jacewicz: C’è altro che possiamo fare per contrastare questi bias sulla preferenza manuale?

Casasanto: Siamo a conoscenza del fatto che la posizione a destra o a sinistra del nome di un candidato sulla scheda elettorale può influenzare il numero di voti ottenuti dal candidato. Quindi dovremmo assicurarci che i nomi dei candidati siano equalmente distribuiti a sinistra o a destra su qualsiasi scheda elettorale che abbia delle colonne o sulle cabine elettorali sulle quali ci siano i nomi dei candidati. Non è ordinaria amministrazione utilizzare questo sistema.

Più generalmente, se diventiamo coscienti di questi bias, è vero che potrebbero non sparire, ma potremmo diventare meno suscettibili ad essi.

 

 

Jacewicz: Hai notato qualche cambiamento nei tuoi bias da quando hai dato inizio a questa ricerca?

Casasanto: Sono diventato consapevole della tendenza a preferire le cose poste alla mia destra. Ho vissuto per un po’ in Olanda, e c’era un mercato con una bancarella che vendeva salsicce. Queste erano disposte sul tavolo da sinistra a destra. Settimana dopo settimana, le mie salsicce preferite sono diventate quelle poste all’estrema destra del tavolo.

Queste influenze dello spazio sul giudizio … potrebbero fornire una spiegazione a posteriori per alcuni risultati sconvolgenti. Per esempio, c’è un articolo classico del 1978 che indagava l’effetto dell’aroma sul comportamento di acquisto dei compratori. Due psicologi sociali avevano sistemato della merce disposta in fila da destra a sinistra, e gli avevano spruzzato addosso profumi diversi. E’ risultato che l’odore non aveva un effetto significativo sul giudizio delle persone. Quello che aveva importanza era la disposizione destra/sinistra della merce. I ricercatori rimasero senza parole. Adesso abbiamo una possibile spiegazione.

 

 

[ L’intervista in lingua originale è visibile qui. La traduzione in italiano è a cura di Psicoteca. E’ vietato copiare la traduzione dell’intervista senza autorizzazione esplicita. ]

About Manuela Altieri
Laureata in Psicologia Applicata ai Contesti Istituzionali, è esperta in psicodiagnosi generale ed evolutiva. Tra i suoi interessi, gli adattamenti e le tarature dei test psicologici, la cross-culturalità e i rapporti uomo/animale.

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Manuela Altieri

Laureata in Psicologia Applicata ai Contesti Istituzionali, è esperta in psicodiagnosi generale ed evolutiva. Tra i suoi interessi, gli adattamenti e le tarature dei test psicologici, la cross-culturalità e i rapporti uomo/animale.

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