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Mar 27

Figure ambigue, aspettative e…festività

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L’immagine qui sopra è una delle figure ambigue più famose e più antiche utilizzate per lo studio della percezione. Si tratta della famosissima illusione anatra-coniglio, divulgata dallo psicologo americano Joseph Jastrow nel lontano 1899. Cos’è una figura ambigua? Si tratta di una singola immagine che può essere percepita in due modi differenti.

 

Nell’immagine tratta ad esempio, infatti, una persona può percepire la testa di un coniglio oppure quella di un’anatra. La parte sinistra della figura, quindi, può essere vista sia come le orecchie del coniglio che come il becco dell’anatra (o di un generico volatile).

 

La percezione delle immagini ambigue è sensibile alle aspettative: per dimostrare quest’ultima affermazione, Brugger & Brugger (1993) mostrarono quest’immagine a 265 soggetti nel giorno di Pasqua, e a 276 soggetti nel mese di ottobre. I soggetti erano sia bambini che adulti.

 

I risultati mostrarono che nel giorno di Pasqua le persone affermavano più spesso che la figura fosse un coniglio, mentre in ottobre riconoscevano la figura come un’anatra. Come mai? In America e nell’Europa occidentale il coniglietto pasquale (che porta doni e uova ai bambini) è un elemento tipico delle festività pasquali: si verificava, quindi una distorsione della valutazione dell’immagine causata da un bias cognitivo, del tipo: “Siamo a Pasqua, è normale aspettarsi cose pasquali intorno a me”.

 

Abbiamo provato, allora, a proporre lo stesso quesito ai fan della nostra pagina Facebook, proprio alla vigilia della Pasqua 2016.

 

E i risultati sono stati piuttosto curiosi: il 73,3% dei fan di Psicoteca ha visto una papera (o un volatile), e solo il 23,3 ha percepito un coniglio.

 

image-20160324-17851-1yv9q70_1459022252806_1181237_ver1.0I risultati sarebbero quindi in contrasto con l’esperimento di Brugger & Brugger? In realtà non è necessariamente così: è importante capire che un esperimento scientifico va eseguito con metodologie rigorose, mentre quello che abbiamo proposto noi era semplicemente un giochino, nulla di più. Il campione deve essere molto più ampio rispetto a quello che ha risposto, e va selezionato con criteri ben specifici.

 

Nonostante ciò, abbozziamo una possibile interpretazione, che dovrebbe comunque poi essere confermata con un esperimento ad hoc: in Italia non vi è una tradizione consolidata del coniglio pasquale, solo da pochi anni è stata inserita questa figura grazie alle industrie dolciarie produttrici di uova di Pasqua. In America e nell’Europa occidentale la figura del coniglio che porta le uova in un cestino e decide se i bambini sono stati buoni o cattivi per meritarlo è molto più radicata rispetto a noi: quindi l’aspettativa dei soggetti che vivono in queste culture sarebbe decisamente più alta rispetto agli italiani.

 

Bibliografia:

 

Brugger, P., & Brugger, S. (1993). The Easter Bunny in October: Is it disguised as a duck? Perceptual & Motor Skills, 76, 577-578.

 

About Manuela Altieri
Laureata in Psicologia Applicata ai Contesti Istituzionali, è esperta in psicodiagnosi generale ed evolutiva. Tra i suoi interessi, gli adattamenti e le tarature dei test psicologici, la cross-culturalità e i rapporti uomo/animale.

Dettagli sull'autore

Manuela Altieri

Laureata in Psicologia Applicata ai Contesti Istituzionali, è esperta in psicodiagnosi generale ed evolutiva. Tra i suoi interessi, gli adattamenti e le tarature dei test psicologici, la cross-culturalità e i rapporti uomo/animale.

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