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Apr 13

I lavori che aiutano a migliorare il decadimento cognitivo

L’invecchiamento può causare il declino di alcune funzioni cognitive, tra le quali spicca la memoria. In generale, attività come l’esercizio fisico, mantenere un buon livello di contatto sociale con gli altri e fare attività che stimolino il cervello costituiscono dei fattori di arricchimento cognitivo. Da recenti studi, inoltre, sembra che alcune attività lavorative possano essere associate ad un buon funzionamento cognitivo.

 

Un interessantissimo esperimento ha utilizzato i dati del “Lothian Birth Cohort”. Si tratta di uno studio di coorte, quindi longitudinale: i partecipanti vengono seguiti per un lasso di tempo piuttosto lungo ed analizzati nelle diverse fasi della vita. Una coorte è un gruppo di persone nate o vissute in un periodo specifico.

 

In questo studio, i partecipanti, tutti nati nel 1936, sono stati analizzati per la prima volta ad 11 anni, svolgendo una serie di test cognitivi. Di tutti questi partecipanti, più di 1000 soggetti (548 uomini e 543 donne) sono stati nuovamente sottoposti ad una batteria di test cognitivi a 70 anni.

 

I fisici (nella foto, Enrico Fermi) svolgono lavori ad alto grado di complessità per quanto riguarda la manipolazione dei dati.

I fisici (nella foto, Enrico Fermi) svolgono lavori ad alto grado di complessità per quanto riguarda la manipolazione dei dati.

I ricercatori hanno anche indagato le varie mansioni lavorative svolte dai partecipanti nel corso delle loro vite. Hanno confrontato i lavori dei partecipanti con il database del Dipartimento del Lavoro Statunitense, che contiene circa 12.000 lavori diversi; per ogni lavoro è stata calcolata la relativa complessità secondo tre componenti della mansione lavorativa: i dati, le persone e le cose.

 

Lavori con alta complessità per quanto riguarda l’utilizzo di dati sono, per esempio: grafici, architetti, ingegneri civili e musicisti. Gli assistenti sociali, gli avvocati e i poliziotti invece svolgono lavori classificati più complessi nell’interazione con le persone.

I risultati

 

Secondo lo studio, i soggetti che nel corso della loro vita avevano svolto lavori con un alto punteggio di complessità in relazione ai dati e alle persone avevano la più alta performance cognitiva a 70 anni. La correlazione che è stata trovata, comunque, è modesta. E’ probabile che intervengano altri fattori nello spiegare il perché alcune persone hanno un maggiore decadimento cognitivo in vecchiaia rispetto ad altre.

 

Non è ancora chiaro cosa causi questa correlazione. E’ probabile che un ambiente lavorativo stimolante funga da “riserva cognitiva”, che protegge dai danni dell’invecchiamento il cervello. Un’altra teoria invece suggerisce il contrario: le persone con delle capacità cognitive migliori, innate, tendono a cercare dei lavori più impegnativi.

 

I ricercatori affermano, a riguardo, che “impegnarsi in ambienti complessi, come quelli caratterizzati da richieste lavorative complesse, potrebbe aiutare a preservare le funzioni cognitive nella tarda età e potrebbe essere uno dei diversi fattori che spiega le differenze individuali nella performance cognitiva nella vecchiaia”.
Bibliografia:

Smart, E. L., Gow, A. J., & Deary, I. J. (2014). Occupational complexity and lifetime cognitive abilities. Neurology, 83(24), 2285-2291. doi: 10.​1212/​WNL.​0000000000001075

About Manuela Altieri
Laureata in Psicologia Applicata ai Contesti Istituzionali, è esperta in psicodiagnosi generale ed evolutiva. Tra i suoi interessi, gli adattamenti e le tarature dei test psicologici, la cross-culturalità e i rapporti uomo/animale.

Dettagli sull'autore

Manuela Altieri

Laureata in Psicologia Applicata ai Contesti Istituzionali, è esperta in psicodiagnosi generale ed evolutiva. Tra i suoi interessi, gli adattamenti e le tarature dei test psicologici, la cross-culturalità e i rapporti uomo/animale.

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