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Mag 05

Cos’è realmente la sindrome di Asperger?

aspergerLa Sindrome di Asperger (SA) prende il nome da uno psichiatra viennese, Hans Asperger, che nel 1944 pubblicò uno studio in cui descriveva uno schema costante di abilità e comportamenti che si presentava principalmente nei ragazzi.

Ma che cos’è la Sindrome di Asperger? La SA è una patologia legata al cosiddetto spettro autistico e comunemente definita una “condizione di autismo a più alto funzionamento”. Si tratta di una sindrome che, diversamente dall’autismo classico, è caratterizzata dall’assenza di ritardo nell’acquisizione del linguaggio o nello sviluppo cognitivo. Questi soggetti, nonostante siano intellettivamente a un livello normale o superiore, appaiono goffi e inadeguati sul piano dell’interazione sociale. Sono infatti caratterizzati dall’avere una persistente compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi molto ristretti.

Come per altri disturbi generalizzati dello sviluppo, anche nella SA si registrano difficoltà in quattro diverse aree. Di seguito una breve analisi.

1. Modalità di comportamento, interessi
e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati

 

asperger2Il più ovvio dei tratti distintivi della sindrome di Asperger, e la caratteristica che rende questi bambini così unici e affascinanti, è la loro peculiare, idiosincratica area di “interesse speciale”. In contrasto con l’autismo più tipico in cui gli interessi riguardano più oggetti o parti di oggetti, nella SA gli interessi appaiono più spesso essere specifici dell’area intellettuale. Di frequente quando essi entrano a scuola o ancora prima, questi bambini potrebbero mostrare un interesse ossessivo in aree quali la matematica, aspetti di scienze, la lettura (alcuni hanno una storia di iperlegia- lettura a memoria ad un’età precoce) o alcuni aspetti della storia o della geografia, volendo imparare ogni cosa possibile riguardo l’argomento e tendendo ad indugiare su di esso nelle conversazioni e nel gioco libero.

I bambini con SA possono facilmente essere sopraffatti dai minimi cambiamenti nella routine e mostrano una precisa preferenza per i rituali. Come conseguenza questi bambini diventano piuttosto ansiosi e costantemente preoccupati dell’ignoto; cioè, quando l’ambiente diviene imprevedibile e non sanno cosa aspettarsi.

È importante tener conto delle seguenti caratteristiche del bambino con SA:

  • Percezione rigida, egocentrica: I bambini con SA tendono a percepire il mondo in modo molto rigido ed egocentrico, e così, quando vi sono dei cambiamenti che “vanno contro” le loro “regole” prestabilite, ne possono essere piuttosto turbati. Perciò, quando si presenta una situazione nuova, sono costretti a imparare una “nuova regola” (percezione) che può turbarli molto (es., in caso di cattivo tempo la ricreazione si svolge all’interno).
  • Rigida aderenza alle regole: I bambini con SA possono creare regole in base alla loro percezione di esperienze differenti. Come conseguenza potrebbero aderire a queste regole autoimposte, e aspettarsi che gli altri facciano lo stesso. Quando queste regole vengono “infrante” dagli altri, ciò provoca un notevole stato di stress/ansia in questi bambini.
  • Bisogno di chiudere/terminare: Dato il loro bisogno di ritualità, i bambini con SA presentano una necessità forte di chiudere/terminare le loro attività/compiti prima di passare ai successivi. Questo crea notevoli problemi nell’istruzione, se non si è pianificato prima (es., se un compito di matematica non può essere completato prima della ricreazione, il bambino con SA può esserne piuttosto turbato – per quanto ami molto andare fuori per ricreazione). L’ansia è collegata al bisogno di concludere, un bisogno di ritualità piuttosto che relativo alla medesima attività, e tipicamente non può essere attenuata semplicemente dicendo che si può terminare dopo.

 

2. Problemi di relazione sociale

 

In molti casi, i soggetti affetti da sindrome di Asperger risultano isolati dal punto di vista sociale; per quanto possano mostrare interesse verso rapporti di amicizia e relazioni sociali, si definiscono come “persone solitarie”. Il desiderio di interazione sociale è spesso frustrato perché, l’approccio del soggetto risulta goffo, se non addirittura inappropriato, mostrando così difficoltà a capire come entrare in contatto socialmente. Essi possono per esempio ingaggiare un interlocutore, spesso un adulto, in conversazioni unilaterali caratterizzate da un modo di parlare interminabile, pedante e volte a un argomento preferito, spesso inusuale e limitato.

In molti casi, coloro che soffrono del disturbo vengono considerati individui insensibili o, al più, molto formali. In realtà questi comportamenti sono legati al fatto che chi è affetto dalla sindrome ha notevoli difficoltà nella comprensione delle situazioni sociali e nel cogliere gli aspetti emotivi delle interazioni personali. Ciò fa sì che le situazioni sociali risultino confuse, prive di senso o fonte di preoccupazione e di ansia; per limitare quest’ultima, il soggetto affetto da sindrome di Asperger tende ad affrontare le varie situazioni affidandosi a regole di comportamento estremamente precise e razionali, ma che spesso risultano poco spontanee e poco intuitive.

 

Nel prossimo articolo, che sarà pubblicato nei prossimi giorni, verranno analizzate le ultime due aree di difficoltà, legate alla goffagine motoria e alla comunicazione.

 

 

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About Lucia De Cristofaro
Psicologa – Psicodiagnosta - Psicoterapeuta Cognitivo – Comportamentale in Formazione. Laureata in Psicologia e iscritta all’Albo degli Psicologi della Campania n.6783, è esperta in psicodiagnosi generale ed evolutiva. Specializzanda presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Attualmente svolge attività di libero professionista presso lo studio di Frattamaggiore (NA).

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Lucia De Cristofaro

Psicologa – Psicodiagnosta - Psicoterapeuta Cognitivo – Comportamentale in Formazione.
Laureata in Psicologia e iscritta all’Albo degli Psicologi della Campania n.6783, è esperta in psicodiagnosi generale ed evolutiva. Specializzanda presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale.
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